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POUILLAYES
ALTITUDINE 1616 METRI S.L.M.
VILLAGGIO DEL COMUNE DI BIONAZ






Come arrivare

Dall'uscita autostradale di Aosta Est seguite la strada statale 27 del Gran San Bernardo fino al bivio con la Valpelline. Qui proseguite sulla strada regionale 28. Poco oltre Bionaz svoltare sulla sinistra, seguendo le indicazioni per la diga di Place Moulin. Da qui proseguire per qualche chilometro fino alle indicazioni per i villaggi di La Ferrere e Pouillayes. Il bivio si trova salendo sulla destra (sinistra orografica), a lato della strada regionale.



Informazioni su...

Il villaggio di Pouillayes (o Pouillaye) sorge a 1616 mt.

Leggenda della "borna de la faye" ovvero "la grotta della fata": Proseguendo oltre al villaggio di Pouillaye, passato il torrente di Arbière, si trova la "borna de la faye" ovvero la "grotta della fata", una cavità naturale che ha un'altezza di 35 cm e le cui pareti sono ondulate e ricoperte da polvere giallognola, finissima. Il nome fa riferimento a una fata che aveva un'ampia chioma nera , la quale si era innamorata di un contadino di Pouillaye, che aveva moglie e figli. Non sapendo come legarlo a sé, lo attirò con la promessa di un ricco dono e gli consegnò un magnifico foulard da offrire a sua moglie da annodare al collo nei giorni di festa. La sera il contadino lasciò la fata per ritornare a casa sua, ma sentendosi stanco per il troppo cammino, si riposò vicino ad un larice e perché il nastro non si sciupasse lo appoggiò a un ramo. Svegliatosi nel cuore della notte, si recò a casa. L'indomani si ricordò del nastro dimenticato, ma nella foresta il bel pino che il giorno prima era vigoroso ora era completamente secco, colpito da un influsso maligno. Comprese così il disegno malvagio della fata e fuggì inorridito al pensiero della sciagura che avrebbe potuto colpire la sua amata sposa.

Leggenda dell’ultima fata: Sopra Pouillaye, in una grotta che sprofonda per oltre trenta metri sulla riva sinistra del Buthier, viveva una fata. Dal suo rifugio usciva soltanto quando si era fatto buio e si accendevano gli astri nella volta celeste: sedeva malinconicamente all’entrata della caverna, ricordando le sorelle, travolte nell’immane disastro di Chamen, per il crollo della Becca di Luseney. Una notte la sollevò un improvviso turbine di vento, e l’ultima fata della Valle d’Aosta scomparve nel cielo di Bionaz.

Cosa organizzare in zona

- Recensioni estive "Diario delle Escursioni"
- Recensioni invernali "Diario del Freeski"


Escursionismo estivo con partenza o in transito da qui:

- Bivacco Chentre Bionaz
- Mont Dzalou

Dove mangiare

I consigli del "Bongustaio" di theflintstones.it

- Alpe Rebelle (nel vicino villaggio di Chez Chenoux)



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