La Capanna Regina Margherita è il rifugio più alto d’Europa: si trova a 4.554 metri di quota, sulla Punta Gnifetti, nel cuore del massiccio del Monte Rosa. La sua posizione, completamente isolata sulle grandi distese glaciali, la rende una delle mete più straordinarie dell’intero arco alpino.
Raggiungerla significa affrontare un vero itinerario d’alta montagna. Dall’arrivo della funivia di Indren si entra sul ghiacciaio e si risale progressivamente verso le quote più alte del Monte Rosa. Il percorso richiede normalmente circa cinque ore e si svolge interamente in ambiente glaciale: sono indispensabili ramponi, piccozza e corda, oltre alla necessaria esperienza nella progressione su ghiacciaio e alla valutazione delle condizioni del percorso.
Per la lunghezza e l’impegno dell’ascensione, è normalmente preferibile dividere la salita in due giornate, pernottando al Rifugio Città di Mantova oppure al Rifugio Gnifetti. Da qui la salita prosegue verso il Colle del Lys e quindi lungo il grande ambiente glaciale che conduce alla Punta Gnifetti.
Il percorso attraversa alcuni dei luoghi più spettacolari del Monte Rosa, tra ghiacciai, seracchi e grandi cime che superano i 4.000 metri. Durante la salita si incontrano infatti alcune delle montagne più celebri del massiccio, dalla Piramide Vincent al Corno Nero, dalla Ludwigshöhe fino alla Punta Parrot e alle altre grandi cime che circondano il Colle del Lys.
E poi, finalmente, compare la Capanna Margherita. La struttura sembra quasi impossibile, appoggiata sulla vetta della Punta Gnifetti a oltre 4.500 metri, completamente circondata dal ghiaccio e dalle montagne. Arrivare fin quassù significa raggiungere uno dei punti più alti dell’intero arco alpino.
La Capanna Regina Margherita è inoltre una delle mete più ambite per chi vuole conquistare i 4.000 del Monte Rosa. La sua posizione la inserisce infatti nel cuore di un vero paradiso dell’alpinismo, dove in pochi giorni è possibile affrontare numerose cime sopra i 4.000 metri.
La frequentazione non si limita alla stagione estiva: in primavera la zona del Monte Rosa richiama anche numerosi appassionati di sci alpinismo, che affrontano le grandi salite del massiccio con gli sci e raggiungono la Capanna Margherita nell’ambito delle traversate e delle ascensioni primaverili.
La Capanna Regina Margherita non è semplicemente il rifugio più alto d’Europa: è il punto culminante di una lunga progressione dalla Valle di Gressoney verso il cuore glaciale del Monte Rosa. D’estate come in primavera, quando i ghiacciai diventano terreno di grandi itinerari di sci alpinismo, raggiungere i 4.554 metri della Punta Gnifetti significa vivere una delle esperienze più complete dell’alta montagna alpina.
È il rifugio più alto d'Europa e ospita un importante laboratorio scientifico permanente dedicato alla ricerca in alta quota. Il 14 luglio 1889, l’Assemblea dei delegati del Club Alpino Italiano approvò il progetto di costruire una capanna oltre i 4.500 metri, con l’obiettivo di “consentire ad alpinisti e scienziati maggior agio ai loro intenti in un ricovero elevatissimo”.
Nel 1890 fu scelto il luogo: la Punta Gnifetti, sul massiccio del Monte Rosa, e fu dato inizio ai lavori. La capanna, prefabbricata a valle, fu trasportata dapprima con i muli e poi a spalla, con un enorme lavoro a catena, e infine montata sulla vetta. Il rifugio fu inaugurato il 4 settembre 1893. Qualche giorno prima, il 18 e 19 agosto, vi aveva pernottato la Regina Margherita di Savoia, cui il rifugio è dedicato. Nel 1899 fu aggiunta una torretta meteorologica, e in quegli anni il fisiologo Angelo Mosso vi condusse importanti studi di fisiologia e medicina d’alta quota. Nel 1903, il Consiglio Internazionale delle Accademie di Londra riconobbe ufficialmente la Capanna Margherita come istituzione di “utilità scientifica e meritevole di appoggio”. Nel corso del tempo, la struttura originale mostrò segni di logoramento. Nel 1977, la Sezione CAI di Varallo, su incarico della Sede Centrale, avviò i lavori per la costruzione di una nuova capanna, prefabbricata a Failungo Superiore (Valsesia). La nuova struttura fu inaugurata il 30 agosto 1980. Nel 2002, la Capanna ha ottenuto la certificazione ambientale UNI EN ISO 14001, per il suo impegno nella sostenibilità ambientale in condizioni estreme. Dal 2004, ospita anche una biblioteca d’alta quota con quasi 400 volumi, la più alta d’Europa. Oggi, oltre a offrire ospitalità a 70 persone, la Capanna è un punto di riferimento per il Soccorso Alpino, un centro di ricerca scientifica in collaborazione con l’Università di Torino, e un luogo unico dove scienza, storia e alpinismo si incontrano sopra le nuvole.
Origine del nome del rifugio
Regina Margherita di Savoia: (Torino, 1851 – Bordighera, 1926) fu la prima regina d’Italia, consorte di Umberto I di Savoia, che sposò nel 1868. Figlia di Ferdinando di Savoia, duca di Genova, e di Maria Elisabetta di Sassonia, fu madre di Vittorio Emanuele III, nato nel 1869. Salì al ruolo di regina il 9 gennaio 1878, distinguendosi per il suo impegno nel promuovere la cultura, la beneficenza e l’identità nazionale. Di carattere energico e di idee conservatrici, fu una figura molto amata dal popolo e sostenuta da intellettuali come Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio. Partecipò attivamente alla vita pubblica e culturale del Regno, contribuendo a rafforzare il prestigio della monarchia. Dopo l’assassinio del marito nel 1900, fu insignita del titolo di regina madre e si ritirò a vita privata, pur continuando a esercitare una certa influenza, anche in ambito politico. Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, espresse simpatia per il movimento fascista nascente. Il rifugio fu a lei dedicato in occasione della sua visita e pernottamento sulla Punta Gnifetti il 18 e 19 agosto 1893, pochi giorni prima dell’inaugurazione ufficiale della capanna. La sua presenza contribuì a dare prestigio all’iniziativa e a consolidare il legame tra la monarchia e il mondo dell’alpinismo e della scienza.
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