Arrivare al Rifugio Perucca-Vuillermoz significa spingersi nella parte più alta e selvaggia del vallone di Cignana. A 2.920 metri di quota, il rifugio sorge su una bastionata rocciosa poco sopra il Lago del Dragone, circondato da montagne, pietraie e laghi alpini che danno alla zona un carattere decisamente d’alta quota.
L’accesso più frequentato parte da Valmartin e segue il percorso che conduce al Lago di Cignana e al vicino
Rifugio Barmasse. Da qui si prosegue nel vallone, attraversando una successione di ambienti sempre più aperti e severi, passando accanto ai laghi del Piano Superiore e di Balanselmo fino a raggiungere il
Bivacco Manenti, che si trova a circa 20 minuti dal rifugio.
Superato il bivacco, il sentiero continua tra rocce e pietraie fino a raggiungere il Lago del Dragone, ormai poco sotto il rifugio. Nella parte più rocciosa dell’itinerario sono presenti alcuni brevi tratti attrezzati con catene: sono passaggi facili, che aiutano a superare il terreno più articolato senza aggiungere particolari difficoltà alla salita. Dal lago il rifugio è ormai ben visibile e si raggiunge in pochi minuti.
Il Lago del Dragone è uno degli elementi più suggestivi della zona. Incassato tra le rocce a quasi 2.900 metri, appare improvvisamente durante la salita e anticipa l’arrivo al rifugio, regalando uno scenario tipicamente d’alta montagna.
Il Perucca-Vuillermoz è inoltre un importante punto di appoggio per esplorare la testata della Valtournenche. Dal rifugio partono itinerari verso il Monte Dragone, la Punta di Fontanella, il Château des Dames e le altre montagne che circondano il vallone di Cignana.
La posizione elevata e l’ambiente appartato fanno del Perucca un rifugio dove la dimensione dell’alta montagna si percepisce pienamente. Qui i boschi sono ormai lontani e il paesaggio è dominato da rocce, laghi e grandi pendii, con la sensazione di essere arrivati nel cuore più remoto della valle.
Il Rifugio Perucca-Vuillermoz è una meta da conquistare passo dopo passo: il Lago di Cignana, il Barmasse, i laghi superiori, il Bivacco Manenti e infine il Lago del Dragone accompagnano una lunga salita fino a quasi 3.000 metri, dove il rifugio appare come un balcone sospeso sull’alta Valtournenche.
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