Arrivare al Rifugio Boccalatte-Piolti significa entrare nel cuore del massiccio del Monte Bianco e raggiungere uno dei rifugi più particolari delle Alpi. A 2.803 metri di quota, il Boccalatte è costruito su uno sperone roccioso sospeso tra il ghiacciaio di Planpincieux e quello delle Grandes Jorasses, in una posizione che già da sola racconta la natura alpinistica di questo luogo.
La salita parte da Planpincieux, in Val Ferret, e si sviluppa per oltre 1.200 metri di dislivello. Il percorso attraversa inizialmente il bosco, per poi entrare progressivamente in un ambiente sempre più severo e roccioso. Nella parte alta compaiono scale metalliche, corde fisse e passaggi esposti che accompagnano fino allo sperone sul quale è appoggiato il rifugio. È una salita impegnativa, dove il percorso stesso diventa parte integrante dell’esperienza.
E poi c’è il Boccalatte. Vederlo comparire tra le rocce, con la sua piccola struttura aggrappata alla montagna, è uno di quei momenti che difficilmente si dimenticano. Il suo stretto terrazzino sembra sospeso sul ghiacciaio di Planpincieux e regala una prospettiva unica sulle Grandes Jorasses e sulle montagne della Val Ferret.
La posizione del rifugio è talmente particolare che fermarsi sulla terrazza significa avere la sensazione di essere letteralmente dentro la montagna. Il ghiaccio, le pareti rocciose e le grandi cime circostanti occupano completamente il panorama, mentre il silenzio dell’alta quota accompagna ogni momento della sosta.
Il Boccalatte è da sempre legato alla grande storia dell’alpinismo sulle Grandes Jorasses e rappresenta un importante punto d’appoggio per le ascensioni del massiccio. La sua storia recente è legata anche alla figura dell’alpinista e guida alpina Franco Perlotto, che ne ha curato la gestione per diversi anni, contribuendo a riportare in vita questo storico rifugio dopo un lungo periodo di chiusura.
Il Rifugio Boccalatte-Piolti non è una meta da raggiungere semplicemente per arrivare a un rifugio: è un viaggio verso un luogo sospeso tra roccia e ghiaccio. Una salita impegnativa, un piccolo terrazzino affacciato sul Planpincieux e davanti agli occhi le Grandes Jorasses. Un rifugio che, più di molti altri, dà la sensazione di essere davvero entrati nel mondo dell’alta montagna.
Il luogo dove sorge il Rifugio Boccalatte-Piolti fu individuato nel 1864 da Edward Whymper, che con le sue guide stava cercando di raggiungere la vetta delle Grandes Jorasses. Grazie alla sua posizione strategica, nel 1881 venne costruita una prima capanna interamente in legno, allora conosciuta come “Capanna delle Grandes Jorasses”, uno dei primi rifugi realizzati sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco. Negli anni Trenta la struttura venne dotata di muri in pietra e successivamente fu ristrutturata nel 1944, nel 1984 e nel 2016. Dal 1938 il rifugio è dedicato agli alpinisti torinesi Gabriele Boccalatte e Mario Piolti, scomparsi nello stesso anno sull'Aiguille de Triolet. Il Boccalatte-Piolti, situato a 2.803 metri su uno sperone roccioso ai piedi delle Grandes Jorasses, è uno storico punto di appoggio per le ascensioni al massiccio e in particolare per la via normale delle Grandes Jorasses. Dopo la chiusura del 2009, il rifugio rimase per diversi anni utilizzabile come struttura incustodita. Tra il 2015 e il 2016 il CAI Torino, proprietario dell'immobile, realizzò importanti lavori di adeguamento e manutenzione e nell'estate 2016 il rifugio tornò ad essere custodito con la gestione della guida alpina Franco Perlotto. Dal 2026 la gestione è affidata a Massimo Manavella, che prosegue l'attività dello storico rifugio.
Origine del nome del rifugio
Gabriele Boccalatte e Mario Piolti: Il rifugio ricorda i due alpinisti morti nel 1938 sull' Aiguille de Triolet a causa di una scarica di pietre.
- Gabriele Boccalatte (1907-1938) - Mario Piolti (19xx-1938)
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