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Schede speciali su informazioni, avvisi, eventi e notizie riguardanti la Valle d'Aosta |
La Funivia Fantasma del Super Saint-Bernard Relitti d’alta quota tra Italia e Svizzera |
![]() Nel cuore delle Alpi, al confine tra la Valle d’Aosta e il Canton Vallese, sorgeva una delle stazioni sciistiche più peculiari e affascinanti d’Europa: Super Saint-Bernard, inaugurata nel 1963 con l’ambizioso obiettivo di collegare Bourg-Saint-Pierre (CH) al Colle Menouve (IT), a 2775 metri di altitudine. Il progetto nacque in parallelo all’apertura del tunnel del Gran San Bernardo, e rappresentava una delle prime infrastrutture svizzere pensate per accogliere il flusso turistico proveniente dall’Italia. La cabinovia “Menouve” trasportava sciatori attraverso un paesaggio mozzafiato, offrendo accesso a piste tecniche e a un celebre itinerario di freeride lungo il Vallone di Menouve, frequentato soprattutto dagli sciatori svizzeri. ![]() L’ascesa e il declinoPer 47 anni, “Le Super” fu una meta amata da famiglie e sciatori esperti. Tuttavia, la sua posizione isolata, la limitata estensione delle piste (circa 20 km) e la difficoltà nel modernizzare le strutture portarono a una crisi economica irreversibile. Nel 2010, l’impianto fu chiuso definitivamente.Perché è stato abbandonatoI motivi principali della chiusura sono:- Isolamento geografico: lontano dai centri abitati e difficile da raggiungere. - Bassa affluenza: solo circa 20.000 sciatori all’anno, troppo pochi per garantire la sostenibilità economica. - Impianti obsoleti: il sistema di risalita era datato e non più conforme alle normative di sicurezza. - Costi di adeguamento elevati: l’Ufficio federale dei trasporti (OFT) richiese lavori urgenti e costosi, impossibili da completare nei tempi previsti. - Mancanza di investimenti pubblici: nonostante richieste di aiuto alla Valle d’Aosta, non furono stanziati fondi sufficienti. Tentativi di recuperoNegli anni successivi alla chiusura, ci sono stati alcuni tentativi di rilancio:- Proposte di riqualificazione turistica con un piccolo hotel e percorsi escursionistici, ostacolate da vincoli ambientali e da un progetto di parco eolico controverso. - Richieste di contributi economici da parte della società svizzera ai commercianti valdostani, che però non hanno portato alla riapertura. - Ipotesi di smantellamento dell’impianto, ostacolate dai costi elevati (fino a 2 milioni di franchi svizzeri) e dalla mancanza di fondi comunali. Uso del Vallone di Menouve per il freerideIl Vallone di Menouve era uno degli itinerari più apprezzati dai freerider. Gli sciatori svizzeri raggiungevano il Colle Menouve con la cabinovia e si lanciavano lungo i pendii ampi e soleggiati del vallone, rientrando poi a Bourg-Saint-Pierre tramite navette organizzate. La discesa offriva neve primaverile di qualità e un ambiente selvaggio, diventando un classico del freeride alpino. Anche dopo la chiusura dell’impianto, il vallone continua a essere frequentato dagli appassionati di sci alpinismo.Un luogo per esploratori e nostalgiciOggi, la funivia fantasma attira escursionisti, fotografi e appassionati di luoghi abbandonati. Il sito è diventato una meta per lo sci alpinismo e il trekking estivo, dove si può camminare tra piloni arrugginiti, scale metalliche e strutture in cemento, in un’atmosfera surreale e malinconica.Il fascino del luogo è stato celebrato anche in un documentario della serie Ghost Resorts, prodotto da Blackcrows, che mostra sciatori attraversare le rovine innevate del Super Saint-Bernard, tra polvere fresca e silenzi profondi. ![]() ![]() ![]() Cosa resta oggi- Stazione a monte: struttura in cemento e metallo, danneggiata dalle intemperie.- Piloni isolati: privi di cavi, arrugginiti e immersi nel paesaggio alpino. - Ristorante e rifugio: chiusi da decenni, oggi ridotti a ruderi. - Progetti sospesi: nessun piano concreto di recupero è attualmente in corso. ![]() ![]() ![]() Un’eredità da preservareLa funivia del Super Saint-Bernard non è solo un impianto dismesso, ma un frammento di storia alpina. È il simbolo di un sogno infrastrutturale che ha unito due nazioni, e di un turismo che oggi si reinventa tra sostenibilità e memoria.La meta dell'itinerario può essere raggiunta a piedi o con un avvicinamento in e-Bike/Mtb. Visita la scheda con la relazione dell'itinerario |
Fonte: www.theflintstones.it Data articolo: 18/09/2026 |